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L A D Laboratorio a distanza

L A D Laboratorio a distanza

Primo cIclo di lezioni a distanza: Il LAD e il Cartolaio nel bosco

Senza perder tempo, il Il laboratorio a distanza é partito!  Insieme ai bambini della classe 5 della Scuola Eugenia Ravasco Viale Bovio di Pescara, Officina CambiodiDestinazione e il Cartolaio nel Bosco hanno portato avanti settimane di scoperta, esplorazione e condivisione.

Tornare ad insegnare con l’esperienza, e non una materia qualsiasi ma l’ Educazione ambientale… col  metodo del  laboratorio creativo e a distanza!

Gli studenti e la loro Maestra Giovanna Diodati  nell’orto/giardino (allestito ad hoc nel cortile della scuola)  hanno raccolto foglie secche e fresche, piante, bastoncini, legnetti. Allenando i loro occhi a curiosare, riconoscere e trovare risorse inaspettate.

Dalla Sicilia Antonia Teatino, in video call da Messina, ha guidato la classe a trasformare petali e foglie in colori, attrezzando la classe di una Cartoleria auto prodotta con materiali trovati in natura e a costo zero. Anche i genitori hanno partecipato da casa, trasformando nel weekend infusioni di fiori e piante in colori naturali.

Nel fare i “Piccoli Cartolai” hanno riflettuto non sono sui materiali/risorse, ma anche sugli artefatti: di quanti materiali è fatto un pennello? Quali sono i rifiuti invisibili? Qual’è il ciclo di vita? Cosa cambia se auto produciamo?

I risultati di questo percorso parteciperanno alla settimana Settimana Europea di Riduzione dei Rifiuti – @SERR2020 pensata per promuovere e sensibilizzare ad azioni per la riduzione dei rifiuti sul pianeta/

Bel lavoro ragazzi! e in bocca la lupo?

E voi cosa aspettate?

Se volete partecipare con la vostra classe al LAD contattateci! Vi spiegheremo tutto per filo e per segno 🙂

TESTO Copyright © PESCARA BIMBI / IMMAGINI Copyright © OFFICINA CAMBIODIDESTINAZIONE – IL CARTOLAIO NEL BOSCO

 


La Didattica a distanza / DAD.
In molti l’abbiamo subita, condannata, assecondata… In molti ne abbiamo vissuto insieme ai nostri figli la frustrazione durante il lock-down. Per tutti la scuola in presenza é apparso un regalo che finora non avevamo apprezzato in pieno.

Per fortuna però nulla é mai tutto nero, e la DAD è stata anche il modo di fare anche esperienze positive e imparare nuove modalità… E allora adesso che l’apertura si avvicina: perché non cercare di utilizzare questo nuovo strumento nel modo più appropriato? E organizzare una riflessione più appropriata a riguardo?

Per questo da subito, il progetto LAD Laboratorio a Distanza concepito dalla Maestra Giovanna Diodati di Officina Cambio di Destinazione ci é parso subito di un’enorme ricchezza: un modo di guardare avanti senza panico e prescrizioni ma solo usando progettualità e fiducia nei cambiamenti che dovremo affrontare.

E lo abbiamo immediatamente supportato iscrivendo il progetto Pescara Bimbi Map come contribuzione a questa esperienza.

Il LAD vuol essere un modo di essere vicino alle maestre e alle classi in questi nuovo scenario, proponendo attività all’aperto e a distanza legate alla didattica ambienta: affrontando varie materie come la storia, la geografia, le scienze, l’arte e la tecnologia in modo trasversale, e cercando le modalità adatte per poter gestire i laboratori tematici all’esterno o a distanza.

La tecnologia che infine scalda i cuori e avvicina.

Il progetto educativo vuole incrementare le conoscenze, abilità e competenze creando percorsi interdisciplinari e coordinati tra loro, fruibili in modo immediato dagli alunni. Trovando una nuova dimensione in cui la didattica a distanza diventa di supporto, divertente e ricca di spunti per l’insegnamento e l’apprendimento in presenza.

L’obiettivo è quello di identificare una nuova concezione di “laboratorio scolastico” e di innovare la didattica attraverso un approccio di tipo attivo e laboratoriale in grado di fornire agli insegnanti modelli didattici alternativi con reti a distanza di diverse personalità che operano nei campi della creatività e dell’educazione scolastica rispetto alla lezione frontale. L’utilizzo della tecnologia a supporto degli obiettivi di apprendimento e più in generale, dello sviluppo evolutivo degli studenti in età scolare in ogni momento dell’attività scolastica.

In sostanza ogni classe può scegliere di organizzare i proprio LAD, seguendo filoni alternativi o supplementari.

Siete curiosi?

Andate a sbirciare le esperienze di Officina Cambio di Destinazione, I Mille Modi, Il Cartolaio del bosco, Kids For e Pescara Bimbi Map.

Scriveteci un messaggio sotto l’articolo o una mail su Officina Cambiodidestinazione… vi spiegheremo tutto in dettaglio!

 #pescarabimbi #staytuned

Kids & Us: l’inglese per i bambini é naturale!

Kids & Us: l’inglese per i bambini é naturale!

Arriva a Pescara una nuova realtà dedicata a i bambini per l’apprendimento della lingua inglese: Kids&Us!
Siamo andati a visitare la nuovissima sede in Piazza Sant’Andrea n°16 a Pescara (proprio affianco alla Chiesa di Sant’Andrea) e incontrato Sebastian e Lorenza (direttore e responsabile della Sede di Pescara).
Abbiamo partecipato ad una lezione prova per bimbi di 3 anni insieme a Teacher Desy… and WE HAD A LOT OF FUN !
Ma in cosa questa scuola di inglese si differenzia dalle altre nell’offerta formativa per i bambini?
Ecco la nostra chiacchierata con Sebastian che ci ha spiegato l’unicità del Metodo Kids&Us >

//Dai una sbirciata alle nostre STORIES su IG 😉

Come nasce Kids&Us? Chi sono i volti dietro questa idea?
Kids&Us nasce in Spagna nel 2003 da un’idea di Natalia Perarnau, fondatrice ufficiale del metodo.
Natalia desiderava insegnare l’inglese alle sue due bimbe, ma la sua esperienza diretta con le strutture spagnole del settore è stata negativa.
Per far sì che le bimbe iniziassero a familiarizzare con la lingua, quindi, iniziò a parlare loro in inglese per 10 minuti al giorno, tutti i giorni.
Il cuore del metodo nasce da qui: dall’introduzione della lingua nel quotidiano, a piccole dosi.

Io (Sebastian Valentini ndr), Valentina Pampano e Lorenza Santucci (che sarà la responsabile Kids&Us nella nuova sede di Pescara) abbiamo abbracciato questa causa, aprendo una prima sede ad Ascoli nel 2012, e continuando a investire nel progetto con l’apertura di una nuova sede a Pescara.

Crediamo fortemente in questo metodo, che ha portato Kids&Us a diventare in pochi anni una multinazionale con un serio dipartimento pedagogico alle spalle.

2 – Ammettiamolo: gli italiani non hanno un buon rapporto con le lingue straniere.
Cosa pensi al riguardo? Partire dai più piccoli potrebbe essere un incentivo anche per i genitori?

Il sistema italiano è arretrato: non ci prepara a sufficienza alla competizione a livello linguistico. Fortunatamente, i genitori stanno iniziando a comprenderlo.

Chi iscrive i propri figli da noi lo fa con la consapevolezza di fornire uno strumento serio ai bambini, non sceglie Kids&Us come un qualsiasi riempitivo del pomeriggio.

Quando abbiamo aperto la prima sede ad Ascoli, ci siamo trovati a fare i conti con una mentalità un po’ antica e poco avvezza alle novità. L’obiezione più frequente che ci facevano i genitori era: “il bimbo è troppo piccolo per iniziare”.

Niente di più sbagliato: per ottenere i risultati migliori dal metodo Kids&Us, i bimbi devono iniziare prestissimo, dai 0 ai 7 anni, età massima alla quale è possibile accedere ai nostri corsi

Qual è il metodo Kids&Us? Perché differisce dalle altre metodologie di insegnamento?

Kids&Us è l’unico metodo che, nell’insegnamento di una nuova lingua, replica il processo di acquisizione della lingua madre.

Il nostro metodo è bastato su 4 step fondamentali che ripercorrono le tappe della crescita del bambino. Si parte dalla prima fase, quella dell’ascolto; si prosegue per la seconda fase, cioè il momento in cui il bimbo inizia a comprendere e a rispondere con lo sguardo; si arriva poi gradualmente alla terza fase, dove il bimbo inizia a parlare, per poi concludere con la quarta fase, quella della letto-scrittura.

In Italia il metodo di insegnamento della lingua straniera è inspiegabilmente al contrario: si parte addirittura dalla letto-scrittura.

Fino alla scuola primaria, poi, ai bimbi viene insegnato poco e niente.

L’insegnante Kids&US, invece, replica il sistema di apprendimento naturale della lingua.

Il percorso Kids&Us è un percorso di vita: i bimbi che entrano nella scuola vengono seguiti dal 1° anno di età fino a 18 anni.

Il metodo Kids&Us non è quindi replicabile per gli adulti?

No e il motivo è molto semplice. La chiave dell’apprendimento dei bambini è la ripetizione. Gli adulti tendono a non ripetere le stesse azioni, si annoiano.
I bambini invece sì, basti pensare al fatto che guardano i propri cartoni preferiti fino a conoscerne tutte le battute a memoria.

Il metodo Kids&Us si basa proprio sull’approccio tipico dei bambini: forniamo contenuti altamente ripetitivi per consolidare gli argomenti.

A livello pratico, i corsi sono organizzati in questo modo: in un anno sono previsti 4 moduli didattici.

I bambini vengono divisi in base all’anno di nascita poiché età diverse comportano interessi diversi.

Dal 4° livello in poi, al massimo, accettiamo un anno di differenza.

Per ogni livello di apprendimento c’è una mascotte, un personaggio della stessa età del bimbo: questo per favorire l’empatia tra i bambini e la loro guida.

Inaugurare un’attività basata sull’interazione e sulle esperienze dirette, oggi, può essere molto rischioso. Quali sono le misure adottate da Kids&Us per la prevenzione dei contagi Covid-19? Esiste un piano B in caso di nuove restrizioni?

È giusto che i genitori si pongano questa domanda e trovo molto corretto fornire loro tutte le informazioni del caso.

Le lezioni si svolgono in presenza e a piccoli gruppi di bambini.

Abbiamo ridotto il numero massimo dei bambini per ogni classe: 6 per i bambini dai 3 anni in su, 4 per i bimbi sotto i 3 anni.

Per rispettare le distanze, abbiamo applicato degli adesivi sul pavimento e questa soluzione è risultata molto efficace: i bimbi hanno risposto bene e sono rimasti al loro posto.

I bambini sotto i 6 anni non dovranno indossare la mascherina, mentre quelli dai 6 anni in poi saranno obbligati a farlo solo quando non sarà possibile rispettare la distanza di sicurezza.

Abbiamo sostituito i tavoli tondi con le postazioni singole.

L’insegnante non indosserà la mascherina, ma una visiera trasparente perché i bimbi hanno bisogno di vedere bocca, lingua e denti per poter apprendere la pronuncia nel modo corretto.

L’accoglienza prevede la misurazione della temperatura corporea che, se pari o superiore a 37,5°, comporterà la non ammissione alle lezioni.

Durante la lezione è prevista l’igienizzazione delle mani, che abbiamo già sperimentato sotto forma di gioco.

Siamo pronti a ogni scenario: se dovesse verificarsi un nuovo lockdown, forniremo ai genitori una piattaforma e-learning chiamata Kids Zone sviluppata in base all’età del bimbo. I contenuti, diversificati per età, saranno disponibili sulla piattaforma per proseguire con il programma didattico.

Uno dei punti di forza di Kids&Us è la grande varietà di esperienze da proporre ai bambini: dal teatro alla cucina, fino ai laboratori scientifici. A cosa vi siete ispirati nel pensare i laboratori? Avete preso qualche modello di riferimento?

Kids&Theatre, Little Chef, laboratori di scienze e campi estivi sono tutte attività extra puramente originali inventate dal nostro dipartimento pedagogico.

Non c’è un solo modello di riferimento, ma ce ne sono tantissimi dai quali abbiamo preso spunto, grazie a 15 anni di esperienza maturati sul campo.

Sono momenti extra pensati anche per i genitori, che in questo modo hanno occasione di conoscere le attività della scuola in prima persona.
A proposito del coinvolgimento dei genitori, vorrei aggiungere una cosa per me molto importante.

Il nostro metodo ha nella lezione (1 volta a settimana) il suo momento più importante.

In Italia c’è però un grande limite: non c’è la possibilità di parlare in inglese nella quotidianità. Parte integrante del metodo è, quindi, entrare nella routine della famiglia. Chiediamo ai genitori di dedicare 10 minuti al giorno all’inglese. Forniamo loro del materiale per parlare 10 minuti al giorno in inglese con i bambini: tracce audio e giochi linguistici con la stessa struttura del corso.

La lezione viene preparata dal dipartimento pedagogico, che stabilisce quali frasi dire ogni giorno ai bambini.

Siamo arrivati alla fine della nostra chiacchierata, vuoi dare indicazioni a chi desidera venire a trovarvi per conoscere da vicino il mondo Kids&Us?

Vi aspettiamo Sabato 10 ottobre per l’Open Day.
Per qualsiasi informazione potete fare riferimento alla mail: sebastian.valentini@kidsandus.it

 

22 Aprile: Giornata della Terra

C’era una volta, un piccolo Pianeta…
Un piccolo Pianeta che si chiamava Terra: così carino a cui piaceva giocare a nascondino, ballare, contare le stelle..🌍
 
Ma un giorno si ammalò, arrivò un dottore che la visitò con cura e le disse: “È normale che sei ammalata: ci sono su di te tanti piccoli Microbi che fanno tanti guai e stravizi!”
 
Allora la Terra chiamò il Presidente dei Microbi e gli disse:
“Allora avete finito di rovinare la natura?”
“Cosa dobbiamo fare? Inquinarla ancora senza cura?”
“Ma cosa fanno? sono stupidi o sordi?”
 
Povera piccola Terra era sempre più malata e nessuno voleve ascoltarla…
 
Fino al giorno in cui starnutì…eeee..etcciù!.. e nessuno la infastidì più!*
 
#22Aprile #GiornataDellaTerra #pescarabimbi
*I nostri personali sottotitoli di un  bellissimo video di Benjamin Gibeaux.
Fantasia, creatività, invenzione e immaginazione

Fantasia, creatività, invenzione e immaginazione

Verde Luna: Progetti di esperienza per bambini é un progetto nato dal sogno di Chiara Ciliberto.

Questa giovane designer, laureata all’ISIA di Pescara ha sempre avuto la passione per il mondo dell’infanzia, che piano piano é entrato a far parte integrante dei suoi progetti lavorativi.

Il mondo dei bambini e la loro creatività, è infatti il mondo ideale per far vivere i la creatività progettuale: esplorazione, spontaneità, ingegno, risveglio dei sensi e in ultimo ma non meno importante: tanto entusiasmo!
Nella sua filosofia una frase ci ha toccato più di tutte, perché rappresenta anche la nostra visione:  lavorare per arricchire l’immaginario dei bambini e risvegliare la meraviglia negli adulti.

Insomma: solo Fantasia, Creatività, Invenzione e Immaginazione.

E le parole di Bruno Munari ce lo spiegano benissimo:
Fantasia è tutto ciò che prima non c’era, anche se irrealizzabile.
Creatività è tutto ciò che prima non c’era ma realizzabile in modo essenziale e globale.
Invenzione è tutto ciò che prima non c’era ma esclusivamente pratico senza problemi estetici.
Immaginazione: la fantasia, la creatività e l’invenzione pensano, l’immaginazione vede.”

Quattro caratteristiche fondamentali per il Progettare ma anche per il Vivere.
Sono qualità che non tutti possediamo allo stesso modo, ma che ( i progettisti lo sanno perché le allenano continuamente) possono essere sviluppate e consolidate attraverso un allenamento metodico.

Ed é esercitando l’approccio a questo metodo che entrano in gioco le attività di VerdeLuna:

  • Laboratori di immaginazione
  • Laboratori creativi
  • Laboratori di progettazione
  • Inventa Giochi (giochi e attività strutturate in base a un tema scelto per feste e compleanni seguendo i gusti del festeggiato)
  • Eventi Multimediali e Multisensoriali
  • Creazione di eventi per bambini (feste e compleanni)

Se volete saperne di più seguite le sue pagine Instagram e Facebook.

Pimpa e Canova: due gite fuori porta… a Roma!

Pimpa e Canova: due gite fuori porta… a Roma!

COS’HANNO IN COMUNE LA PIMPA E LA SCULTURA NEOCLASSICA?
Semplice: una gita in famiglia a Roma! 

Nonostante la bellezza della capitale eterna sia indiscussa tutto l’anno, in questi giorni oltre che per l’atmosfera natalizia, vale la pena andare a Roma, anche solo per le mostre di due trevigiani “doc”: Tullio Altan e Antonio Canova, che accontenteranno grandi e piccoli della famiglia.
La mostra di “Altan. Pimpa e Cipputi e altri pensatori” è al MAXXI fino al 12 gennaio 2020, ed è pensata soprattutto per i più piccoli.
All’ingresso del museo di arte moderna c’è l’installazione de “La giostra di Nina”, un’opera di cui i bambini possono godere facendo un giro a bordo di un uccellino bianco su un carillon di altri tempi. Unico neo, pur essendo gratuita per i visitatori del museo, la giostra non puo essere finchè si fa la fila per acquistare il biglietto, quando invece sarebbe utilissima per intrattenere i bimbi.
La mostra di Altan attraversa tutti i campi a cui si dedicano i suoi disegni, dalle strisce satiriche alle illustrazioni dei libri di Rodari, ai teneri cartoni animati della Pimpa e l’Armando. Alla fine della mostra, che comunque non è vastissima e non annoia, è stata ricreata la casetta della Pimpa, dove si possono sfogliare i libri con le sue storie, si puo giocare al “cerca e trova” sulle pareti, saltare sulle caselle giganti del gioco dell’oca lanciando enormi dadi di gomma oppure semplicemente starsene spaparanzati sui cuscinoni a guardare la Pimpa e le sue avventure con la gatta Rosita, la papera Olivia ed il pulcino colombino.

Tutt’altra cosa è, naturalmente, la mostra dedicata ad Antonio “Canova. Eterna Bellezza” fino al 15 Marzo 2020 al Museo di Roma ma ad ogni modo interessante anche per i bambini, che possono prendere in mano una candela elettrica a disposizione nella stanza buia ed osservare come l’artista lucidava il marmo fino a renderlo quasi trasparente ed etereo, ammirare le sculture bianchissime girare nello sfondo scuro, affascinarsi camminando tra le stanze del sontuoso Palazzo Braschi in Piazza Navona.  Da lì, in un attimo, si arriva a piedi alla Fontana di Trevi in cui i bambini sono sempre entusiasti di lanciare una monetina, per sperare in una nuova gita avventurosa a Roma.

Grazie mille del racconto a Imelde Genito! (testo e immagini)

Link Utili:
https://www.maxxi.art/events/altan-pimpa-cipputi-e-altri-pensatori/
http://www.museodiroma.it/it/mostra-evento/canova-eterna-bellezza

Come andare a Roma?
IN BUS – Tempo di percorrenza medio: 2:30 – Tante corse in partenza dalla Stazione Centrale di Pescara – 
https://www.tuabruzzo.it/index.php?id=89
https://difonzobus.com/it/orari-autobus-roma-pescara-chieti-vasto-lanciano/
https://www.dicarlobus.com/
IN AUTO – Tempo di percorrenza medio: 2:10

Io, mio figlio, e l’espansione universale dei giocattoli

Io, mio figlio, e l’espansione universale dei giocattoli

Di recente ho iniziato a perseguire  il minimalismo dei giocattoli nella nostra casa, che detto così pare l’utopia di ogni mamma!

Avevo già escogitato un sistema di contenitori più o meno grandi per organizzare il disordine, che sicuramente aiuta molto ma notavo che comunque anche mio figlio nel giocare, somigliava a me quando cerco un paio di calze spaiate nei cassettoni dell’armadio.

Poi è successa una cosa così semplice che mi era invisibile prima, perchè non applicare il metodo del minimalismo (se non l’avete ancora fatto divertitevi a seguire le torture psicologiche della Marie Kondo su Netflix con la sua serie TV di riordino case, si intitola “Tidy Up”) anche all’organizzazione giocattoli di mio figlio? 

Il mio primo pensiero fu che non potevo assolutamente liberarmi dei giocattoli senza che mio figlio se ne accorgesse.

Il mio secondo pensiero era, chi se ne frega! Non posso più vivere così. E non voglio questo tipo di vita e ambiente per mio figlio.

Quindi, cos’è il minimalismo dei giocattoli?

Il minimalismo dei giocattoli è molto più che liberarsi dei giocattoli. Si tratta di scegliere l’infanzia che vuoi dare ai tuoi figli.
Quando scegli i giocattoli che conducono allo stile di vita e all’infanzia che desideri per i tuoi figli, è semplice tagliare tutto l’eccesso.
E, soprattutto, non sostituisci ciò di cui ti sei sbarazzato con più  spazzatura. Tu e i tuoi figli imparate ad accontentarvi di meno e vi divertite a vedere crescere l’immaginazione.

Per me era importante selezionare con una giusta ragione, per questo avevo bisogno di alcune linee guida di base per  aiutarmi a decidere.
Seguendo la visione del tipo di input che volevo avesse mio figlio quando giocava, sono così partita dai giocattoli da tenere, ovviamente i preferiti non potevano essere toccati!
Di contro sarebbe stata vissuta come una punizione e non come un’evoluzione.

GIOCHI CONSERVATI:

  • Robot preferiti (2 per ogni tipo e grandezza per permettergli di giocare con amichetti nel caso di visite a casa);
  • Auto preferiti ( 2 per  ogni tipo e grandezza);
  • Pupazzi (animali e persone) il necessario per creare una fattoria, o città o altro set di gioco, nel ns caso siamo arrivati a 5 animali e 5 personaggi;
  • costruzioni (eliminato i pezzi ormai spaiati e non più modulabili con altri);
  • puzzle e giochi in scatola (tenuti sopratutto per scambiarli con altri giochi con altre mamme);
  • Pongo e attrezzatura di manipolazione;
  • colori e pennelli, gioco della creazione dei colori;
  • binari di legno e trenini annessi (elettrici e non)
  • giochi motori (gioco della campana sonora, canestro basket, rete e racchette da ping pong);
  • tappeto gioco con disegnata mappa di strade e città che usiamo molto con le varie macchinine, tappeto gioco morbido;
  • giocattoli di simulazione (cuoco, dottore, ecc)Poi ci sono i libri per bambini, ma questi meritano un trattamento a parte, diciamo che il loro acquisto è stato selezionato a monte e quindi possediamo solo quelli considerati per me indispensabili, ricordandoci che il libro non invecchia mai, ovvero, che mentre è vero che un testo per bambini di 7 anni non è assimilabile allo stesso per un bimbo di 2 anni, è però vero il contrario, che se di qualità i bambini come gli adulti, apprezzeranno a lungo un testo anche se più cresciuti del target di riferimento.

GIOCHI LASCIATI:

  • cose con cui non ha giocato spesso, ne che ha usato giocando con me o altri bambini;
  • Peluche;
  • Giocattoli spaiati;
  • giocattoli danneggiati;
  • giocattoli di buste sorpresa, ovetti kinder e affini (ne eravamo sommersi)
  • giocattoli che perdevano pezzi (tipo trasformers di bassa qualità che per giocarci dovevi interrompere ogni minuto l’azione per riattaccarne i pezzi);
  • finti cellulari e pistole; 

COSA ABBIAMO OTTENUTO:

  • più spazio per giocare;
  • maggiore soddisfazione del bambino nel momento in cui cercava i suoi giochi (è un pò come quando ci alziamo dal letto e abbiamo già il vestito da metterci bello e pronto agganciato all’appendiabiti) 
  • maggiore continuità nel gioco, meno distrazioni o frustranti tentativi che faceva per usare tutti i giochi disponibili ma che ovviamente non erano tutti efficenti per il gioco che voleva fare;
  • ed ultimo ma non meno importante, maggiore velocità di riordino dopo aver giocato;

Ovviamente questo è una chiacchierata con voi su una mia personale esperienza, e se ne avete di vostre attinenti o meno, sarei felice di leggere dei vostri consigli & trucchi per una convivenza pacifica tra l’infinita fantasia dei bambini e lo spazio finito delle case delle mamme 🙂 

Grazie per il Testo e immagini ad  Elda Marchegiano di BiblioAttack

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